_______________________________TACCUINO NATURALISTICO dal 11 gennaio 2004_______________________________ Natura. Itinerari Sentieri. Osservazioni naturalistiche. Oltrepo Pavese e Appennino Settentrionale. Carnet di viaggio. Foto natura. *by Vera della Selva*
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Nome: La Ve della Selva
Taccuino Naturalistico. (SE NON VISUALIZZATE I POST SCENDETE IN FONDO ALLA PAGINA)
*LEGENDA: -le specie sono in maiuscolo -la specie citata per la 1°volta è sottolineata -le specie per me lifer sono in giallo
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02. foto natura *vera della selva*
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Parco del Beigua

30 dicembre. GARFAGNANA E BARGA
Arrivo in treno vicino a Castelnuovo di Garfagnana, presso agriturismo Braccicorti a Pieve Fosciana. Dopo l'ottima cena (con anche radicchio e olio sulla polenta del mais a otto file) si esce a visitare Barga, arroccata e con un antichissimo duomo.
31 dicembre. Buon risveglio con sole sulle Apuane innevate, PICCHIO VERDE e PETTIROSSO davanti alla finestra.
PARCO REGIONALE ALPI APUANE: CAMPOCATINO – EREMO DEL BEATO VIVIANO
Al mattino del 31 si va verso le Alpi Apuane a Campocatino, sopra il lago di Vagli. Escursione scivolosa nella neve (poca) e ghiaccio (tanto) lungo il Sentiero Natura, a partire dall'alpeggio Capanne di Campocatino.
Case costruite in pietra locale e marmo, le porte di ingresso sono sovrastate da (come si dice?) pietre a disposizione triangolare.
Panorama suggestivo sulle Apuane, sul lago, sulla Garfagnana fino alla Pania di Corfino (Riserva dell'Orecchiella nel Parco Appennino Tosco Emiliano).
Sotto l’imponenza del Monte Tambura (1800 m circa) scendiamo (e scivoliamo, usiamo anche la corda in alcuni passaggi) fino all'eremo di San Viviano, costruito con la pietra sulla parete rocciosa a strapiombo per ospitare, dice la leggenda, un eremita scozzese, che scopre la possibilità di coltivare cavoli che sfamano i cavatori di marmo, e secondo altra leggenda anche le pietre che la gente gli lancia contro (perchè malformato e brutto) si trasformano in panini. Viviano diviene santo protettore dei cavatori di marmo.
Di fronte all’eremo circondato da dirupi rocciosi con felci ed enormi stalattiti di ghiaccio, si apre la Valle di Arnetola, sulle cui pendici si vedono le ferite di grosse cave di marmo bianco.
L’albero predominante è il FAGGIO misto a volte al CARPINO NERO, ma si trovano numerose BETULLE che a tratti costiutiscono dei boschi puri, qualche raro ONTANO BIANCO.
Pochissimi animali: gruppo di CORNACCHIE, verso di CORVO IMPERIALE, CINCIARELLA, impronte di SCOIATTOLO e di VOLPE.
(questa serie di foto non è ancora completa)
CAVE DI MARMO
Già utilizzate dai romani, esistono cave di marmo bianco (il più pregiato) e cave di marmo di altri colori. Quella che visitiamo è nascosta in un castagneto, di piccole dimensioni, con marmo variegato con colorazione verdastra e rossa. Il CASTAGNO è l’albero principale che lascia più in alto spazio al faggio. Ma qui sono presenti anche numerosi ONTANI BIANCHI.
LAGO DI VAGLI E VAGLI DI SOTTO
Lago artificiale che riempie una conca in cui rimane seppellito il vecchio paese. Vagli di sotto, molto grazioso, rimane su un promontorio che diviene una penisola. Le case sono in pietra con stretti vicoli; la piazza della chiesa è lastricata di marmo rosa. Il panorama dal terrazzo sul lago è suggestivo, anche se lo vediamo sotto alla pioggia.
CENONE FOLK
In compagnia di Massi e Pietro (guide e organizzatori,ass. Ponticello), Luca col buonumore, Andrea il musico, Franco il fotografo senza pile, Michele e Paola miei compagni di casetta, Elisa che sorride, Gabriele col ditone, Andrea dalle mille domande, Enrico il ballerino, Bruna coi ricci, Susy che ti mette in posa, Teresa e Gilberto coppia dell’anno, Marco ed Elvira, Fausto di rosso vestito, Ale e Gigliola con la simpaticissima Arianna, Claudio con la vecchia Canon come quelli di Pavia, Giuseppina, Roberto, Marzia, Grazia, Giovanna, Gino, Mirko, Elisabetta ed Emanuela.
E gli amabili gestori dell’agriturismo: Lucia, Anna, Angela, Pierluigi, Bruno e la piccola Emily.
CASTIGLIONE DI GARFAGNANA
Ponte di barche a Bereguardo e Anello Gambolò-Ronchi:
Cascina Portalupa, Torricella, sentiero Fatine, canale Scavizzolo, Sentiero Farfalle, seconda parte del Sentiero Fatine, Boschi della Ghisolfa, Boschi del Giarretto, Boschi dei Ronchi... circa 8 km.... tra marcite, risaie, boschi di FARNIE, CARPINI BIANCHI spogli dove solo gli ACERI CAMPESTRI hanno ancora le foglie.
Con PAVONCELLE, STORNI, REGOLI, CINCIARELLE, MERLO, AIRONI BIANCHI MAGGIORI, AIRONI CENERINI, GERMANI REALI, NUTRIA.......